CarrieraOver40

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1) Ciao Carlo, tu hai svolto la prima parte della tua carriera nel settore IT di piccole e grandi aziende, lavorando in Italia e all’estero. Da un paio di anni, e raggiunta la boa dei 50 anni, hai cambiato radicalmente strada e hai iniziato a studiare le nuove possibilità professionali che la tecnologia offre a chi, per sua volontà o per necessità, è uscito da ruoli di dipendente e si sta ricostruendo una carriera da solo o inserito in piccoli team. Sembra un controsenso ma, oggi, ci sono tanti professionisti con esperienze pluriennali che, arrivati ad una certa età diventano startupper o, comunque, riscoprono il desiderio di lavorare su progetti innovativi con la voglia e l’entusiasmo di quando avevano iniziato. Ci aiuti a fare il punto della situazione sulle opportunità che un over 40 ha a disposizione in questo campo?

Parto con una precisazione che può sembrare banale ma non lo è: quando sono nato professionalmente il nostro settore non si chiamava IT. In parte perché era vero e proprio hardware, quindi meno generico, e in parte perché è un termine che nasce dopo. Questo per dire che la mia conoscenza dell’elettronica era più generale e mi consentiva di spaziare in altri campi e avere una visione più ampia di come si connettono e lavorano le varie parti di un progetto.

Per quanto riguarda i professionisti della mia età e dintorni, le possibilità a livello teorico sono tante, ma bisogna distinguere se parliamo di hobby che poi si trasformano in qualcosa di più o di lavoro vero e proprio.

2) Partiamo dalle esperienze che hai fatto negli ultimi anni, dai mondi che hai conosciuto e che solo pochi anni fa non esistevano.

Io mi sono dato da fare soprattutto in due settori: il mondo delle App (nota a piè di pagina) legate a strumenti fisici (nel mio caso uno strumento musicale) e il mondo della robotica, con un occhio particolare alle innovazioni introdotte da Arduino e dal movimento dei Makers (nota a piè di pagina per spiegare brevemente il movimento).

Parto da quest’ultimo progetto, perché grazie a Massimo Banzi, il papà di Arduino, oggi c’è un mondo di hardware già bello e pronto e funzionante, dove un professionista dell’elettronica può davvero divertirsi a costruire e creare, da solo o in gruppo. E’ un mondo davvero creativo e aperto a tutti, che non guarda l’età ma la creatività e l’impegno che metti in quello che fai. Le Makers Faire, eventi nei quali si incontrano tutti gli appassionati di questo settore, sono occasioni importanti per conoscersi e scambiarsi esperienze, idee, soluzioni, aumentando sempre di più il proprio know how e trasmettendolo agli altri. È un mondo molto democratico, dove conta davvero quello che sai fare.

Per entrare in contatto con questo mondo e capire come si muove e cosa può offrire, la via più semplice sono i FabLab, una sorta di ‘officine aperte’, dove puoi noleggiare di tutto in termini di attrezzature hardware e software, per realizzare i tuoi stessi progetti. Tanti arrivano alla nostra età con un progetto nel cassetto, qualcosa che avrebbero voluto realizzare ma non ne hanno mai avuto la possibilità, perché non c’era il tempo, perché non c’erano i soldi o le tecnologie. Ecco, se una persona, per hobby o per crearsi un lavoro, vuole dare vita ad un progetto tecnico qui può farlo, con pochi soldi e scambiandosi idee e know how con tanti appassionati come lui.

Un altro ambito simile, ma orientato a lavori non solo tecnici, è quello dei coworking, luoghi dove affittare una postazione di lavoro e conoscere tante persone che lavorano in ambiti simili o complementari al tuo. Da qui possono nascere davvero tante possibilità, e gli over 40 che li frequentano sono molti più di quanto si potrebbe pensare.

3) Ma tutto questo movimento come si trasforma in opportunità di lavoro?

Per quanto riguarda il settore dei Makers l’esplosione c’è stata lo scorso anno, con la prima MakerFaire a Roma, una manifestazione nata intorno ad Arduino e alle stampanti 3D, sempre più di moda da qualche anno, ma che in realtà ha fatto conoscere al grande pubblico (e ancora non tutto) molte delle idee e della creatività Italiana e non solo.

Al momento è difficile dire quante di queste esperienze si stiano trasformando in lavoro, sotto forma di consulenza in proprio o di piccola impresa. Per ora si può dire che il confine tra Hobby e lavoro è essere sempre più sottile. Come dice la massima? “Fai un lavoro che ti piace e non dovrai lavorare un giorno della tua vita!”
Io collaboro con l’associazione amatoriale Officine Robotiche, ma è un’attività amatoriale dove non ci sono produzioni o vendite. Tanti lo fanno solamente come hobby e quando in qualche caso ci sono commissioni vere e proprie (come nel caso di rivenditori come Robot-Italy, Robot-Domestici, Watterott in Germania o altri), si finisce col non trovare il tempo….
C’è anche però chi, nel gruppo, ha fatto della passione una professione, come nel caso di chi ha realizzato un tagliaerba [11] partendo da un aspiratore per la casa, fatto così per gioco e poi “scoperto” da un industriale e diventato un prodotto che fronteggia a testa alta I concorrenti blasonati. Oppure c’è chi ha creato una società per la pulizia delle condotte, come quelle del condizionamento, effettuata a mezzo di piccoli robot pilotati da remoto. O chi, da ragazzo prodigio nato tra I banchi di scuola delle superiori come grande smanettone che realizzava i circuiti stampati, già molto giovane, ha poi integrato con tanti studi universitari e ora, come ricercatore, modella matematicamente e aggiunge tanta teoria a quello che sa fare praticamente.
Altro modo per creare opportunità di lavoro è mettere insieme realtà diverse (designer con artigiani del legno con elettronici o programmatori) in un unico posto di lavoro, ed è così che nascono i vari centri di CoWorking che ci sono a Roma come SPQwoRk o TheHubRoma.

4) Quindi parliamo di opportunità concrete di crearsi o ricrearsi un lavoro?

Si, parliamo proprio di opportunità. Il punto è che, dopo aver individuato un’opportunità, poi devi strutturare quello che fai e devi “combattere” con la legislazione e la tassazione italiana. Si parla molto delle startup, ma poi? Conosco una persona che ha avuto un’idea secondo me geniale: costruire delle basi robotiche con ruote con pezzi stile il Meccano di una volta. Ma poi, dopo i primi anni lo stato gli ha chiesto di pagare tasse secondo studi di settore che non tengono assolutamente conto della crisi attuale e soprattutto che un settore così di nicchia possa non vendere tanto: alla fine ha chiuso. Manca, secondo me, uno snellimento finale per poter mettere in pratica le idee, soprattutto per aiutare chi, a una certa età, vuole o ha necessità di rimettersi in gioco da solo, fuori dal mondo aziendale.

5) Oltre al mondo della robotica ti sei interessato anche di App. Parlaci del progetto Liutaly, un progetto realizzato interamente da over 40: come è nato, quali obiettivi ha e come sta procedendo.

Liutaly rappresenta da un lato un caso a parte, dall’altro ha molti elementi in comune, rispetto alle startup attuali. Nasce da un progetto e dalla determinazione di Claudio Capponi, musicista, violista e compositore che vanta moltissime esperienze nei più svariati generi musicali, dalla classica, soprattutto, alla contemporanea, dal pop/rock alla sperimentale, figlio e nipote di liutai, che da molto tempo ha “visto” quello che sarebbe potuto essere lo strumento ad arco del futuro. La realizzazione poi non è stata facile nel corso del tempo soprattutto perché il tutto è stato sempre fatto tramite conoscenze personali. Si basa su esperienze decennali di attività, di concerti, di composizioni, di conoscenze sia dirette che indirette dell’arte liuteria tradizionale, quella dei veri artigiani di una volta, come nel caso del nonno. Ma, le stravolge con i nuovi paradigmi dei nuovi materiali e delle nuove tecnologie. Miscela quindi la fibra di carbonio del case dello strumento, alle componenti elettroniche interne fino all’interfacciamento con un oramai immancabile smartphone. E tutto questo, non per moda o semplice regole del tipo “ci deve essere”, ma perché, quando realizzato il primissimo prototipo e messo alla prova, si sono concretizzate quelle infinità di opportunità che prima erano solo immaginate.
Tutto conta nella realizzazione di uno strumento del genere, dal Design ai più piccoli particolari.
Cosa non da poco, tutto “made in Italy”!
Nel mio caso, l’esperienza generale con impronta sistemistica per riallacciarsi alle risposte precedenti, mi ha consentito di parlare con lui e con il realizzatore del PCB (circuito stampato interno), con chi pensava all’integrazione delle parti ed essere un po’ da tramite.
Quali sono le prospettive per il futuro? I limiti dello strumento sono solo quelli dell’immaginazione!
Chissà che non s’inventi un qualcosa, come per la musica, che nei manuali di economia ancora non è stato descritto?

6) Makers, robot, app: un variegato ventaglio di possibilità che però possono spiazzare chi, dopo la prima fase della propria carriera professionale, voglia o debba ripartire da zero. Quali sono i percorsi base che si possono fare per orientarsi in un mondo appena nato e con pochi punti di riferimento consolidati?

Premetto che ripartire a questa età è difficile per tutti e occorre comunque avere consapevolezza dei problemi che si incontrano. Ma si sa, i problemi possono diventare opportunità.

Per andare al punto, oggi si possono intraprendere corsi di tutti i tipi, anche solo online. Ma come tutte le cose, deve essere chiaro l’obbiettivo che si vuole raggiungere, per non perdere tempo e non demotivarsi.

Per esempio, se si vuole capire il mondo che ruota intorno ad Arduino si può cominciare con un buon corso come ce ne sono tanti in giro. Spesso sono tenuti da ragazzi molto in gamba che li propongono a prezzi contenuti per non estromettere nessuno.
Un altro settore veramente in crescita, e che offre potenzialità enormi, è quello delle stampanti 3D e anche in questo caso ci sono corsi per imparare a costruirle e per imparare a modellare con i CAD 3D sul computer gli oggetti fisici e così via. Credo che questa possa davvero essere un’opportunità professionale da qui a uno o due anni.

Tutto però dipende da cosa si vuole fare con questa nuova istruzione acquisita: l’ideale è focalizzarsi su una necessità o intorno ad un’idea che si vuole metter in pratica. E poi, piano piano, un passo alla volta approfondire gli argomenti senza voler subito bruciare tutte le tappe.
Porto una storia reale: ho conosciuto una persona della mia età o poco più, con esperienze da architetto, credo, e fotografo. Beh, lui ha cominciato a sviscerare le meccaniche delle stampanti 3D, poi l’elettronica che c’è intorno (pur non avendo esperienze né meccaniche né elettroniche) e ha cominciato a realizzare una propria stampante. Ma non una di quelle piccole, che oramai si trovano anche a 700€ o meno, ma una stampante di qualche metro per qualche metro (realizzata con travi di acciaio) e, con questa, ha cominciato a realizzare cose veramente particolari. Ma, per arrivarci, ha usato un approccio encomiabile: non solo, prima di fare qualunque cosa, ha cercato non il primo, ma tutti i possibili progetti simili alla sua idea che c’erano in giro. Ha anche sviscerato i singoli problemi e ha visto i punti di forza e le debolezze delle altre idee e le ha messe a fattor comune.
Come tutte le cose ci vuole, passione, dedizione e se c’è pure umiltà non guasta. A qualunque età.

7) Tu hai lavorato anche all’estero e, oggi, molti over 40 emigrano (vedi articolo correlato) perché in Italia non trovano più le condizioni di lavoro o di vita che desiderano. Quali sono, per la tua esperienza, i confronti da fare con l’estero per gli over 40?

Posso dire che voglio ancora sperare nell’Italia, ma sono stato all’estero per diverso tempo e, se non cambiamo marcia, non credo che possiamo avere molte chance: intanto dobbiamo partire da minore burocrazia e tasse, perché indipendentemente da giovani o meno giovani, bisogna aiutare a fare impresa in tutti i modi possibili.
Questo come azione dall’alto.
Dal basso, per la prima volta nella mia vita, posso dire che la rivoluzione tecnologica presente all’estero è già in atto anche da noi.
L’ho visto lo scorso anno al MakerFaire, il più grande esperimento che ha avuto efficacia. E credo che quest’anno sarà anche maggiore dato l’impeto e l’interesse che molte persone stanno apportando al settore, soprattutto da parte dei non addetti ai lavori.

8) Oggi se si parla di start up e di tecnologia si pensa subito al giovane smanettone o al tecnologo appena uscito dall’università che fondano la loro azienda. In realtà, in Italia, questo è molto più difficile che all’estero e, d’altronde, la nostra curva demografica rende più probabile che le aziende siano create da persone più avanti con gli anni. Quale pensi che sia il giusto mix di esperienza e di innovazione? come possono integrarsi i profili di esperti over 40 con i giovani startupper?

Come nel caso del mercato del lavoro in Germania, dove hanno capito che le aziende non possono essere fatte di neolaureati senza esperienza solo perché costano poco. Anche per le StartUp secondo me vale la stessa cosa. In Germania stanno valorizzando l’inserimento anche dei cinquantenni perché:
oramai stabilizzati con le famiglie, con figli grandi e mediamente più liberi da preoccupazioni;
con la giusta esperienza per capire come affrontare quasi tutte le situazioni;
in media più flessibili, specie chi, come me, ha spaziato senza mai fermarsi e senza mai smettere di apprendere;
non ancora così vecchi da essere dei pesi per mancanza di voglia di crescere ancora. Questo soprattutto in Italia, dove oramai la visione di una pensione irraggiungibile ci porta a metterci continuamente in discussione;
trasmettendo le proprie competenze ai più giovani che, più di quanto pensiamo, sono in grado di capire che alla tua età hai davvero ancora molte cose da insegnargli.

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Informatica
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Information_and_Communication_Technology
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Maker
[4] http://www.ingdemurtas.it/elettronica/cs/
[5] http://www.chirio.com/bromografo_uv.htm
[6] http://www.ik8scr.it/index.php?option=com_content&view=article&id=9&Itemid=25
[7] http://en.wikipedia.org/wiki/Intel_4004
[8] http://en.wikipedia.org/wiki/Intel_8085
[9] http://en.wikipedia.org/wiki/Motorola_68000
[10] http://en.wikipedia.org/wiki/PIC_microcontroller
[11] http://www.herbyrobot.it/

 

Carriera Over 40 con Alessandro Cavalieri

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