Toastmasters International per fare networking e migliorare le capacità di comunicazione

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Carlo Ottaviani ci spiega cos’è e come funziona Toastmasters.

http://www.italiansinfuga.com/2014/07/22/toastmasters-international-per-fare-networking-e-migliorare-le-capacita-di-comunicazione/

 

Cos’è Toastmasters?

Toastmasters International è un’organizzazione senza scopo di lucro, nata negli USA nel 1924, dedicata a migliorare le capacità di comunicazione delle persone in modo divertente e amichevole.

Toastmasters International offre programmi educativi a costo molto basso, dove le persone possono imparare insieme a loro colleghi.

Si basa su novant’anni d’esperienza e offre un’infinità di materiale (prevalentemente in Inglese) per la propria crescita personale nel Public Speaking e nella Leadership, con percorsi paralleli e non vincolanti che aiutano a vincere le proprie paure nell’affrontare quella che è una tra le principali fobie al mondo per diffusione.

Come?

Offrendo un ambiente amichevole per poter fare pratica, come in una palestra, esercitandosi e ricevendo dei feedback da altri membri del club più o meno esperti e vincere un passo alla volta le proprie paure.

Toastmasters International ha ora più di 270.000 soci in oltre 13.000 Club Toastmasters, in continuo aumento, sparsi in tutto il mondo.

In Italia è presente con 15 club, nelle principali città, che operano in lingua italiana e inglese, o solo inglese come nel caso del club all’interno della FAO o di Aviano e Napoli perché presenti in realtà internazionali.

I club ufficialmente riconosciuti, che hanno acquisito lo status di Chartered (club stabili con più di 25 soci) sono 10 e altri 5 sono in via di ufficializzazione.

Per migliorare le comunicazioni tra i vari club, le varie regioni del mondo sono suddivise in Distretti, Divisioni e Aree.

L’Italia è entrata a far parte del Distretto 59, recentissimamente (dal primo luglio di quest’anno) perché ha raggiunto il numero minimo di club e di soci per il riconoscimento.

Ci descrivi un incontro tipico del Toastmasters di Roma?

A Roma, Toastmasters è presente con un Club in lingua italiana ed inglese e, recentemente, con la nascita di un secondo club in lingua inglese all’interno della FAO (L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura).

Normalmente ci si incontra il martedì sera per poco più di due ore, attualmente in zona EUR Laurentina, due serate al mese sono in lingua italiana e una o due serate totalmente in lingua inglese (o in particolari casi anche mista).

Nel caso della FAO, il mercoledì all’ora di pranzo per un ora presso la loro sede al Circo Massimo, solo in inglese.

Durante l’incontro, che segue una precisa agenda, ci sono diversi interventi.

Il presidente del club apre la serata, e il toastmaster della serata (il cerimoniere) conduce l’incontro, presentando i relatori e le varie figure che intervengono.

Quasi tutti hanno un ruolo preciso: ci sono gli ice-breaker, che tengono il loro primo discorso, gli oratori che si cimentano in discorsi via via più avanzati, i valutatori; un time-keeper (cronometrista) che assicura il rispetto dei tempi; in parallelo ad altri ruoli particolari come il grammarian (colui che controlla eventuali errori grammaticali, uno per lingua nel caso di eventi misti) o lo Ah-Counter (colui che conta tutte quelle parole, versi o semplici interiezioni non volute (come ehm, ah, uhm o anche allora, diciamo, insomma, vabbè…) che servono a coprire le pause mentre si pensa, ma che se ripetuti eccessivamente appesantiscono il discorso e distraggono l’attenzione di chi ascolta); il table topic master che conduce una sessione di discorsi improvvisati dove alcuni soci si cimentano su un argomento a sorpresa.

Gli ospiti sono in benvenuti e possono assistere gratuitamente. Per un dettaglio leggete questa pagina.

I discorsi preparati hanno ognuno il proprio progetto all’interno di un preciso percorso (ma i temi trattati sono tutti scelti liberamente).

Il primo percorso porta al titolo di Competent Communicator, ottenuto al termine dei dieci primi progetti, che ha il grandissimo valore come soddisfazione personale, dal momento che non è riconosciuto esternamente.

Ottenuto il primo livello c’è poi un’ampia scelta tra altri quindici diversi percorsi!

In parallelo al percorso per la Comunicazione, c’è poi quello per la Leadership.

Un buon leader deve saper, prima ancora di parlare bene, ascoltare, motivare e condividere i propri obiettivi e risultati con chi lo circonda.

E questo secondo percorso è ottenuto praticamente “a gratis” seguendo dei ruoli che occorrono per le serate o nel seguire il percorso di comunicazione, ma non è obbligatorio, come tutto del resto all’interno di Toastmasters.

Tutto è lasciato alla propria volontà e alle proprie tempistiche. Gli altri soci, e uno tra questi nominato come Mentore, che segue da vicino i nuovi arrivati, possono al massimo consigliare e dare delle personali valutazioni, al fine della crescita comune.

La struttura può risultare a prima vista pesante o troppo organizzata, specie per noi italiani, ma in realtà occorre avere un’organizzazione e allenarsi a controllare le proprie azioni o quelle degli altri, aiuta a migliorare.

Vi assicuro che partecipare a riunioni internazionali, come mi è capitato per lavoro svariate volte, dove l’agenda è stata condivisa giorni prima e tutti parlano nel rispetto dei tempi, e soprattutto degli altri (senza parlarsi cioè uno sull’altro come avviene nei nostri talk-show televisivi) aiuta a terminare nei tempi e produrre risultati chiari.

Il caso più evidente dei risultati che si possono ottenere, che mi viene in mente, e che notavo ancora prima di far parte del club di Roma, è quello di alcuni giornalisti televisivi, che fanno del Parlare in Pubblico il loro mestiere.

Quante volte riescono a completare una frase senza troppe interruzioni o stress delle parole (come nel caso di noi romani che allunghiamo molto le vocali a fine parola)? … e vi assicuro che diventa difficile seguire le notizie o capire semplicemente cosa stanno dicendo.

Bisogna soddisfare particolari requisiti per partecipare?

Non è richiesto nulla se non la maggiore età per iscriversi come socio!

Ma stiamo lavorando anche per club speciali per giovani…

Sul perché iscriversi ? Consultate…

Per le condizioni o i dettagli per iscriversi a Roma, nel resto del mondo possono variare i costi a seconda delle spese che devono sostenere i vari club.

Non ci sono guadagni per nessuno, essendo non-profit, le quote servono per coprire i costi associativi verso la parte internazionale (iscrizioni, manuali, etc.) e i costi locali (come ad esempio per la location, come nel caso nostro non a gratis, come per alcuni club corporate (quelli cioè all’interno di società private) che possono contare su strutture interne (sale, apparecchiature come proiettori, etc.)).

 

Perché ritieni che Toastmasters sia un buon strumento per socializzare anche all’estero?

Posso parlare per esperienza personale.

Ho conosciuto Toastmasters tramite un mio amico di Roma, ma il mio primo meeting l’ho seguito a Doha in Qatar, dove sono stato per lavoro per diverso tempo.

E poi, con alle spalle già un po’ d’esperienza in Italia, ho seguito come ospite un club a Monaco di Baviera.

Io, lo consiglierei in modo molto spassionato a chiunque sia per un periodo più o meno lungo in una nuova città, per trovare i club è facilissimo.

Considerando che la formula delle serate è più o meno uguale in tutto il mondo (alcuni cambiano l’ordine delle serate o introducono varianti locali), è un po’ come mangiare in un franchising, sai già cosa ti aspetti.

Ti senti un po’ “a casa”.

E questo, ti assicuro, aiuta ad evitare quei normali blocchi che ognuno di noi, indipendentemente da quanto spigliato o no, trova dovendo affrontare nuove comunità già affiatate.

Normalmente vieni accolto con simpatia (o almeno così viene ripetuto a tutti i livelli, dai soci che hanno quello tra i principali “compiti”, come ad esempio il VPPR, VicePresident Public Relation o il  VPM, VicePresident Membership, ma anche da un socio più giovane) e sai già cosa potresti trovare davanti.

Al massimo puoi esser coinvolto per dire chi sei e cosa fai lì o come hai conosciuto Toastmasters.

Ma c’è sempre un alto rispetto delle tue volontà, se vuoi partecipare, partecipi più o meno attivamente.

Se vuoi semplicemente stare a guardare, manifesti la tua volontà e vieni rispettato.

Un modo ancora migliore per entrare a conoscere un nuovo club, e di conseguenza un numero elevato di potenziali persone locali e no e quello di contattare il club per email e presentarti dicendo che parteciperai alla particolare serata. Così sai già chi ti accoglierà e potrai cominciare a parlare direttamente.

Ti assicuro che cominciare a parlare, semplicemente perché di fatto non sei più un estraneo, è quasi immediato anche se sei particolarmente timido.

Come parlare?  E qui vengo all’altro punto:

 

“Ma non parlo bene la lingua della nazione estera dove mi sono trasferito. Come mi può aiutare Toastmasters?”

La cosa che accomuna quasi tutti i club è la lingua inglese, e quella, volente o nolente, per poter sopravvivere, tu ci insegni, è indispensabile in un nuova città.

Poi, puoi scegliere club solo inglesi, bilingua ed infine passare al club che parla la sola lingua nazionale, in funzione del tuo grado di confidenza.

Se sei fortunato poi puoi trovare anche club con connazionali (ma lo sconsiglio, come sconsiglio di frequentare italiani se si è all’estero e si vuole imparare la lingua).

Io ho scelto un club a Doha, in base al nome, perché mi ispirava, e perché era solo in inglese (l’arabo per me resta “arabo”, nonostante l’arco di quasi un anno e mezzo, non ho proprio avuto modo e tempo di impararlo).

Mentre in Germania, avrei potuto usarlo per fare pratica di quel po’ di tedesco che stavo imparando seguendo un corso locale.

Noi a Roma consigliamo sempre di venire al nostro club, non solo come palestra per il public speaking, ma anche come palestra per la lingua.

In inglese, per i romani, e per gli stranieri in italiano, perché tra i nostri soci ci sono diversi native-speaker in diverse lingue.

Ci sono scuole di  lingua inglese, come nel caso di nostri amici, o comunità di expatriate che ci “consigliano” come luogo di pratica a basso costo.

Ma veniamo alla domanda chiave:

 

“Mi terrorizza parlare in pubblico. Come mi aiuta Toasmasters?”

Credo di aver già espresso abbastanza il concetto e che la risposta migliore sia: vieni e prova di persona!

Alcune ansie o stati d’animo credo non si possano eliminare del tutto, così come alcuni cantanti o attori affermati confessano candidamente la loro costante paura ogni volta che si trovano davanti al pubblico.

Ma la pratica, come posso affermare sicuramente per me stesso, aiuta a non pensare più a certe cose, perché diventi via via più esperto.

Mi viene sempre in mente quando ho imparato a guidare, credevo che non sarei mai riuscito a curvare, pensando di scalare, girare e non frenare. Ora ci manca solo che tiro giù il finestrino, mentre parlo al telefonino (solo con auricolare, beninteso!) scalo e penso al controsterzo e come ottimizzare la curva.

Da noi è lo stesso, con l’ice-breaker devi concentrarti all’inizio, su poche cose del discorso, la durata, un buon inizio e una buona fine e una buona transizione per spiegare durante il discorso, chi sei in generale.

Poi, piano piano, introduci altre “complessità”, come strutturare il discorso, come meglio esprimere ciò che vuoi dire, il contatto visivo, come usare il corpo per comunicare meglio, come usare la voce e le sue variazioni per persuadere o ispirare chi ti ascolta.

E la paura… passa in secondo piano. Anzi come insegna una tua amica, impari a convogliarla a tuo favore!

E chi ti ascolta, sia chiaro, non deve essere necessariamente lo stato maggiore della tua compagnia, tutti gli studenti della Stanford University o il popolo americano.

Può essere la tua famiglia, i tuoi amici o il tuo compagno/a (e nel mio caso ne avevo di “esigenti”, che mi riprendevano spesso sulle ripetizioni, la confusione nel flusso del discorso, e così via).

Devi solo di volta in volta pensare a chi è destinato il tuo discorso per meglio veicolare il tuo messaggio, che è quello che conta!

Quando vieni ad una delle nostre serate, pensa alle chiacchierate tra amici.

Quando devi presentare il tuo progetto a capi o colleghi, pensa di essere al nostro club.

Se ti troverai a parlare davanti a migliaia di persone, guarda la prima fila e pensa che sono i soci del tuo club che alla fine fanno la tua valutazione e non preoccuparti degli altri.

O, come nel caso di qualcuno, pensa ad una persona ,due, dieci o cento come una webcam, se ti è più familiare e ti è diventata usuale… ?

Italians in Fuga con Aldo Mencaraglia

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